qualchevolta

Erano esami, c’erano esami

Ci sono tanti modi di passare la notte prima degli esami.

C’è chi non si dà pace, continua a ripassare fino alle quattro della mattina, momento in cui si rende finalmente conto che senza nemmeno un’ora di sonno forse l’esame andrà ancora peggio, si corica a letto, un sonno veloce, una tanica di caffè e via con l’ultimo ripassino veloce in autobus o in metro.

C’è chi va a letto presto perché sa che solo così il giorno dopo avrà la mente lucida per qualsiasi quesito gli verrà posto e saprà risponderci adeguatamente e con la giusta calma.

Poi c’è chi ha studiato tutto il giorno senza darsi pace e decide di concedersi qualche ora di svago per pulire la testa.

Ci sono quelli che hanno studiato talmente tanto che l’ultimo giorno non sanno nemmeno cosa riguardare, quelli che non hanno studiato molto e quindi l’ultimo giorno avrebbero troppa roba da guardare che c’è l’imbarazzo della scelta.

C’è quello che ha studiacchiato un po’ male e che il giorno prima esce e si beve anche due birre perché come va, va, ci sono altri problemi nella vita e se l’esame dovesse andare male lo si rifarà.

Io, personalmente, odio tanto questo momento e mi viene solo da chiedermi se non stia sbagliando qualcosa… Quella notte in cui a 6 anni sono stata sveglia fino alle due perché il giorno dopo sarebbe cominciata la scuola elementare, ho svegliato mia madre per dirle che la scuola era la cosa più bella del mondo e che non me ne sarei mai stancata.
Quella notte sembra non finire mai, le elementari e le superiori se ne sono andate via da un pezzo.

Mi avevano stancata, eccome.

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Adesso BASTA parlare di sesso

Mi guardo in giro e vedo una situazione vergognosa. Le mie amiche sono il problema.

Loro e la loro continua ricerca di esseri umani muniti di pene. (pene = organo sessuale)

Che credano nella verginità fino al matrimonio o meno il loro atteggiamento permane, sempre incentrato sui maschi attorno, i maschi palestrati, quelli un po’ sfigati ma gentili, quelli che ti maltrattano o quelli cui interessa di te ma che alla fine annoiano.

I maschi di 18 anni cui potresti essere quasi la madre e quelli di 50 che hanno quasi l’età di mio padre (e del loro). Vanno bene tutti, purché si illudano di ottenere attenzioni, di essere belle, volute, desiderate.

Va bene essere l’amante di un uomo con una famiglia, va bene essere la prima esperienza sessuale di un diciassettenne, certo, va bene praticamente tutto. Basta che se ne parli!

Perché alla fine cosa si ha da dire se non si raccontano ottomila-tutte uguali storie d’amore pseudo passionali che in realtà non sono altro che pessimi copioni di film in cui potrebbe recitare Hugh Grant adattati alla propria squallida vita?

A tutte le donne che pensano di avere un’esistenza travagliata, colma e ricolma di avvenimenti strazianti ma intensissima che nessuno può capire vorrei gridare in faccia: tutti li capiamo i tuoi insulsissimi flirt, tutti, ma in ogni caso comincia a farti una vita che sia sensata anche senza infilare una di queste cazzate in ogni giornata.

Chi vuol smettere di essere geloso?

-Hai mai provato quella sensazione disgustosa nello stare accanto a qualcuno che ti repelle?-

-Sì, alcune volte, ma di solito evito chi mi repelle.-

-Sì, anche io, ci provo, ma non so perché, a volte succede che chi mi repelle sia uno dei miei più cari amici.-

-Ma come fai a non renderti conto che non ami la compagnia di quella data persona, che ti fa star male il solo vedere la sua faccia?-

-Non lo so, giuro, ma ci sto pensando. A volte mi succede di pensare di poter sopportare gente realmente disgustosa e poi, col tempo, con l’ascoltare i loro discorsi penosi, non riesco a non mangiarmi il fegato…e poi scatta il rancore. Non lo so perché, non so nemmeno se tutto ciò sia normale.

-Devi smettere di portare rancore per la gente che esiste, è pieno là fuori di persone che con la loro sola esistenza offendono il genere umano, non puoi farti un cruccio per tutti loro.

-Hai mai pensato al perché noi siamo gelosi?

-Perché, c’è gente che non lo è?

-Forse sì.

-Io sono geloso.

-Anch’io.

-Ma allora, perché lo sei? Non ci hai mai pensato?

-No, sarà una cosa che c’entra con il possesso, non lo so.

-Hai ragione, ma il possesso sembra una cosa così negativa, eppure io non vorrei mai smettere di essere gelosa!

-Di certo non smetterò nemmeno io.

-Ma allora non mi vuoi rispondere?

-No.

-Buonanotte.

Noi che ce la tiriamo per niente

Non mi ricordo mai la trama di un film che ho trovato meraviglioso quando l’ho visto, non capisco perché.
La gente come al solito mi dice “Ho appena visto questo film, è veramente figo!” e io che l’ho guardato quando avevo sedici anni e invece di essere popolare mi facevo delle paranoie depressive penose rispondo “Già sì, bello, l’ho visto dieci anni fa…” e quello ti risponde “ah ma hai presente quando il tizio si suicida? Oddio lo sguardo che fa sua madre..”.

A quel punto penso: “Cazzo, me la tiro tutto il tempo pensando che ho una cultura cinematografica da voler spaccare il pc quando leggo uno stronzo qualsiasi che scrive su un blog da strapazzo che La Grande Bellezza ha una buona fotografia e una trama filosofica e poi, quando arriva il momento di sfoggiare gli anni perduti sullo schermo imprecando contro torrent niente! non mi ricordo assolutamente nulla.

Orde di stronzi che scoprono gli autori quando vincono l’oscar, che si guardano un film solo se è americano, che hanno passato in rassegna: adorare Kubrick –> Lynch –> Tarantino, io vi odio ma non importa perchè tanto la vita va avanti lo stesso.

Piango, sul marciapiede dissestato, pensando a tutto ciò che amo

La primavera è troppo bella da sopportare,

punto.

Sono troppo belli i boccioli sui rami, l’aria calda sul viso, il sole in faccia e il tramonto sulla riva del fiume che scivola lento, con un altro colore.

Ed è insopportabile il pensiero che finisca questo, come ogni cosa bella, che rimanga un ricordo che svanirà negli anni e che si tornerà a un’altra primavera che avrà senza dubbio i colori più sbiaditi. In tutti questi anni del passato in cui ho vissuto di riflessioni cupe come la strada dietro l’angolo, io dico: ribelliamoci alla malinconia, buttiamo via il tempo!

Perchè tanto non esiste un modo in cui un solo essere umano può andar fiero di ciò che ha fatto, può godersi un momento incantevole e può guardare agli eventi senza piangere, siamo fatti in modo atroce, nel modo in cui chi pensa soffre.

Saudade

Quanto più sei felice quanto più ti accorgi di cosa perderai,

subito cresce la consapevolezza che quel momento non tornerà mai più.

E’ quasi un dolore più forte degli altri, ma più dolce e meno straziante.

Dire “tornerò, lo rifarò, ci rincontreremo” sono parole al vento,

solo i vecchi lo sanno.

Il lamento dell’oste

“Questa è una delle strade più belle della città” mi disse quando lo intervistai.

“Ah sì? ” risposi “E’ una città molto grande, perché questa strada è la migliore?”

“Non posso dire che abbia torto, signorina, ma questa è tutto su un altro genere. Si guardi attorno, una volta non era così, ma ora.. ora è tutta un’altra storia. I negozi di vestiti stanno crescendo esponenzialmente, sono tutte boutique ben arredate, in alcune di queste puoi persino berti un caffè, trovarci i pasticcini. Ci sono le ambasciate, i negozi di antiquariato, un parco meraviglioso e alcuni musei.”

“Effettivamente ha ragione, pare non le manchi nulla..”

“Vede queste rotaie arruginite? Di qui passava un tram, una volta, percorreva dal porto fino alla piazza in fondo a questa via, ora l’han tolto, intralciava il traffico.”

“Bene, ma allora mi dica signore, qual’è il motivo del suo fallimento? Pare che qualsiasi cosa venga aperta qui vada a gonfie vele.”

“Non ha tutti i torti, mio nonno aprì qui quando ancora non era altro che una via qualsiasi, un posto di transito piuttosto centrale, certo, ma di sicuro non il luogo più chic della città, noi abbiamo questo ristorante da generazioni, al lato del parco. Facciamo una cucina tradizionale, tranquilla, senza troppi tocchi di classe, lo ammetto, ma qui è piuttosto comune. Puoi pagare poco e mangiare la tua bistecca con delle verdure e del riso, le zuppe, il pesce alla griglia, senza troppi fronzoli, insomma.
Non dico che cuciniamo benissimo, ma il prezzo è modico, la gente generalmente è soddisfatta… e certo persino l’atmosfera non è delle migliore. E’ solo una stanza piuttosto spoglia, ma spesso questo genere di cose vengono prese come caratteristiche…
In realtà nulla andava molto male finché tutta questa attenzione su questa via non ha iniziato a focalizzarsi… ed ecco apparire ristorantini di pesce in ogni dove e non certo come il mio.. no! Questi sono tutta un’altra storia. Lo vede questo qui accanto? Tutte le sere mi apposto sotto la veranda ad accogliere i clienti, li vedo fermarsi, osservare il menu e passare avanti. Loro attraggono chiunque, non c’è che dire, il locale pare meraviglioso. Le vede le vetrate con quelle rondini d’orate disegnate e quel faro dietro che ne proietta l’ombra sul marciapiede? Questo sì che è quello che ci vuole per attirare la gente ad entrare, non la mia brutta e triste faccia sull’uscio… Hanno persino appeso un polipo gigantesco di plastica sul soffitto che con i tentacoli copre tutta la sala, io davvero, non so come possa venirgli in mente. Oltre a tutto ciò, dicono si mangi divinamente, ovviamente, spendendo quattro volte quello che spenderesti da me, ma a certe cose la gente non bada quando si trova in un ristorante “alla moda”!
Anche a me piacerebbe avere delle idee così particolari… geniali, possiamo anche dire così, ma non mi vengono! Signorina, cosa posso fare? Non saprei nemmeno da dove partire…”

“Capisco, signor Costa, capisco. Tutte queste innovazioni, questi locali così appetibili le stanno rovinando la piazza, certo.”

Dopo poco lo abbandonai, lasciandolo chiudere la serranda con il palo, con l’aria abbattuta di tutti quelli che non sanno cosa hanno sbagliato nella vita e che molto probabilmente non hanno sbagliato nulla..